Il dolore acuto ha un compito chiaro: ci ferma, ci protegge, ci porta dal medico. Ma quando il segnale persiste oltre il tempo di guarigione dei tessuti, qualcosa si è inceppato nel circuito nervoso: il dolore diventa una memoria che si autoalimenta.

Questa distinzione non è accademica: cambia il trattamento. Sul dolore cronico non basta 'sopprimere il sintomo': bisogna lavorare sul circuito che lo rigenera.

La neuralterapia nasce esattamente da questa lettura: interrompere il segnale errato nei punti dove si genera, dando al sistema nervoso la possibilità di riprogrammarsi.