Il consiglio più importante che do ai pazienti è semplice: ogni integratore va riferito al medico, esattamente come un farmaco. Le molecole vegetali possono potenziare, indebolire o disturbare l'azione dei medicinali.
Esempi classici: l'iperico può ridurre l'efficacia di anticoncezionali e anticoagulanti; il biancospino può interagire con i farmaci per la pressione; lo zenzero ad alte dosi con gli anticoagulanti.
Non è un invito a rinunciare agli integratori: è un invito a usarli con consapevolezza, in un percorso condiviso dove ogni pezzo del trattamento è monitorato.
