L'omeopatia è una disciplina medica nata alla fine del Settecento su un'osservazione semplice eppure rivoluzionaria: alcune sostanze capaci di provocare determinati sintomi, dosate e diluite secondo regole precise, possono aiutare l'organismo a ristabilirsi quando quegli stessi sintomi si presentano in modo naturale.
Il principio di similitudine non è un trucco, è un metodo di osservazione. Richiede una visita lunga, dettagliata, in cui non contano soltanto i sintomi principali ma il modo in cui la persona vive il proprio disagio: il sonno, la digestione, le reazioni al caldo e al freddo, l'umore, la storia personale.
Nel mio ambulatorio il rimedio omeopatico non sostituisce mai l'accertamento di medicina convenzionale. Prima di ogni prescrizione è necessario avere un quadro chiaro: esami, diagnosi, eventuali terapie in corso. Solo su quel terreno solido ha senso costruire un percorso omeopatico.
Il follow-up è parte integrante della cura. I primi controlli servono a valutare la reattività del paziente e ad adattare la scelta del rimedio, perché l'omeopatia non lavora sulla malattia in astratto ma sulla persona che ne è portatrice.

